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Usare PHP 5 tra due mesi sarà pericoloso, il tuo sito è pronto?

Ad oggi la versione 5 di PHP è ampiamente utilizzata da WordPress e molte altre piattaforme web.

Se non sai cos’è PHP sappi che è semplicemente il motore che è in grado di far funzionare il tuo sito WordPress e tutti i suoi plugin installati.

Proprio come accade con iOS e Android, anche PHP si aggiorna nel corso degli anni e si migliora.

La versione PHP 5 è uscita nel lontano 2004, e nell’arco dei successivi 10 anni si è aggiornata fino alla versione più stabile 5.6 uscita nel 2014.
Tra due mesi (dal 1 gennaio 2019) questa versione di PHP non sarà più supportata dagli sviluppatori ufficiali, questo significa che non riceverà più aggiornamenti di sicurezza e pertanto la probabile scoperta di una nuova vulnerabilità in questo motore potrebbe essere fatale se non addirittura catastrofico per tutti i siti web che NON si aggiornano e NON migrano alla versione più recente di PHP 7, disponibile ormai dal 2015 ed arrivata attualmente alla 7.2.

Sfortunatamente la maggior parte dei siti WordPress vengono ospitati su piani hosting molto basici che non supportano questa migrazione e pertanto sarà necessario informarsi con il proprio hosting per assicurarsi di avere la possibilità di attivare la versione più recente di PHP, tramite il proprio pannello di controllo (cPanel/VHM/Plesk) e così via.

Un’altra considerazione da fare è che alcuni hosting potrebbero decidere unilateralmente di attivare PHP 7 sul tuo piano hosting, come misura di sicurezza, ma questo implica che tutti i siti ospitati devono essere pronti!

WordPress è pronto per PHP 7? La risposta è Si, ma dipende anche dai temi/plugin che hai installato!

L’uscita di WordPress 5.0 è imminente, tuttavia questo CMS è pronto ed è stato ottimizzato definitivamente per girare sul motore PHP 7 fin dalla versione 4.1.3 (nel momento in cui scrivo siamo alla 4.9.8), tuttavia il codice con cui sono stati sviluppati i temi ed i plugin che avete installato potrebbero non essere ottimizzati o aggiornati per funzionare correttamente.
Questo significa che se un tema o un plugin, contiene anche una sola funzione incompatibile con PHP 7, il vostro sito fatto in WordPress potrebbe risultare inaccessibile o presentare dei grossi malfunzionamenti in seguito all’aggiornamento di PHP 7.
Se esegui regolarmente gli aggiornamenti di WordPress, temi e plugin, molto probabilmente non riscontrerai problemi; in caso contrario il nostro consiglio è di prepararsi con anticipo a questo cambiamento in modo da non ritrovarsi con il sito web offline!

Ma cosa cambia da PHP 5 a PHP 7?
Son tutti benefici!
Questa versione infatti migliora la velocità di caricamento, riduce il carico del tuo server ed offre imprescindibili misure di sicurezza contro gli attacchi da parte di hacker e malware di vario genere.

Hardweb può aiutarti ad effettuare la migrazione a PHP 7, chiamaci al 389 1671634 o contattaci per avere una consulenza personale e dedicata.

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Incollare le immagini su WordPress durante la creazione di Articoli e Pagine

Sei un blogger, un articolista, o semplicemente crei pagine e articoli con molte immagini ogni giorno?

Una delle cose che più fanno perdere tempo è proprio l’inserimento delle immagini nell’editor, specie quando si tratta di dover inserire degli screenshot: salvare l’immagine sul computer, doverla cercare, col rischio di prendere il file sbagliato, ricaricare quello giusto e attendere il caricamento, sono tutti aspetti da considerare quando si lavora quotidianamente con WordPress.

Oggi vi voglio presentare un plugin straordinario, non richiede alcuna configurazione ed è perfettamente compatibile con le ultimissime versioni di WP, tanto che non posso più farne a meno: OnePress Image Elevator.

La versione Free, scaricabile direttamente dai plugin WordPress, consente di fare copia-incolla di immagini da Paint, Photoshop e software di fotoritocco, quindi utilissimo nel caso degli screenshot! A me funziona anche prendendo le immagini direttamente da Chrome!

La versione Pro, che costa appena 12 €, permette anche di copiare e incollare immagini prese dal web o di copiare e incollare direttamente un file, come le immagini salvate sul pc.

Vi basterà installare il plugin ed attivarlo, non dovrete configurarlo o fare altro.
La funzione più interessante è che lavora senza usare finestre o pop-up: semplicemente incollando un’immagine compare un’icona di “loading” che lavora in background e carica l’immagine salvandola direttamente sulla libreria media di WP, mentre attendete il caricamento voi potrete posizionarvi sotto e continuare a scrivere il testo della pagina; un risparmio di tempo non indifferente se si lavora ogni giorno con le immagini.

Link all’immagine: Quando si carica un’immagine, questa può essere di default linkata o meno al file stesso.
Se vuoi impostare un comportamento standard, in modo da non doverlo modificare a mano tutte le volte, puoi farlo seguendo questa semplicissima procedura:

Come impostare il link di default alle immagini WordPress

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Come impostare il link di default alle immagini WordPress

Quando carichiamo o inseriamo un’immagine nell’editor di WordPress, di default viene assegnato un link all’immagine che può essere “Nessuna“, “File media“, “Allegato pagina” oppure “URL personalizzata“.

In questo esempio ho caricato un’immagine direttamente con un copia-incolla usando il plugin OnePress Image Elevator, ma andando ad analizzare l’immagine scopro che tutte le volte devo impostare a mano il link all’immagine.

A cosa serve impostare un link all’immagine? Beh, dipende molto dal funzionamento e dallo scopo che si desidera ottenere.
Se usi un plugin come Simple Lightbox ad esempio, per visualizzare le immagini in stile Overlay/Modal/Gallery, l’immagine deve necessariamente essere linkata a “File media”.
In altre parole viene generato da WordPress un tag <a> che linka l’immagine al file stesso.

Comportamento di Default:

La via più rapida per dire a WordPress di usare sempre un determinato tipo di link è quella di modificare un’impostazione nascosta.

Aprite il link “miosito.it/wp-admin/options.php” (sostituendo “miosito.it” con il dominio del vostro sito) e vi troverete davanti ad una schermata molto lunga con un’infinità di parametri.

Usate il tasto F3 o CTRL+F sulla tastiera per aprire lo strumento “cerca” del browser e cercate questa opzione “image_default_link_type“.
Potete gestire il funzionamento inserendo uno di questi parametri:

  • file: corrisponde a “File media
  • none: corrisponde a “Nessuna
  • post: corrisponde ad “Allegato pagina“, ossia linka alla pagina del post.

Se volete quindi che l’immagine sia sempre linkata a se stessa, basta inserire file nel campo valore, scorrere alla fine della pagina e cliccare il pulsante Salva le modifiche.

 

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WordPress e il GDPR fanno sul serio, ecco l’update 4.9.6

Nelle ultime ore è arrivato il tanto atteso aggiornamento di WordPress che si porta così alla versione 4.9.6

Decine di correzioni sono state implementate, come ad esempio il fix di alcuni errori con la versione di PHP 7.2 e non solo, ora i plugin mostreranno anche la versione minima di PHP necessaria affinché si possa essere certi del loro funzionamento. Se da un lato le correzioni aiutano molto, dall’altro per i meno esperti le cose si complicano, ma ci sono anche ottime notizie.

Sono arrivati alcuni fix di sicurezza sulle REST API, la possibilità di caricare file AAC e un corposo aggiornamento relativo al GDPR, con ben 72 fix che includono diverse novità, a ribadire ancora una volta (qualora ve ne fosse stato il bisogno) di quanto importante sia l’adeguamento di un sito alla nuova legge sulla Privacy.

Vediamo insieme quali sono le novità introdotte da WP 4.9.6 relativamente alla Privacy

E’ comparsa la voce “Privacy” nel menu amministrativo, sotto la sezione “Impostazioni”.
In questa sezione sarà necessario selezionare la pagina che conterrà la Privacy Policy del nostro sito.

A cosa serve indicarla e come usa questa pagina WordPress?

E’ presto detto, aggiunge un link in fondo alla pagina di accesso (login) per informare i tuoi utenti (quelli registrati o che devono registrarsi) sulle modalità in cui il tuo sito tratterà i loro dati personali.
Questo chiaramente vale per chi ha dei collaboratori o dei clienti che possono accedere ad un’area riservata del sito; Account = profilo = dati utente, pertanto si è soggetti al GDPR.

Vi è anche la possibilità di generare una nuova pagina per creare ex-novo una Privacy Policy secondo le linee guida che è possibile trovare cliccando sul link “Dai un’occhiata alla nostra guida” nella sezione “Impostazioni->Privacy”, o entrando manualmente sul vostro sito con questo link “http://www.tuosito.it/wp-admin/tools.php?wp-privacy-policy-guide”.

Dopo aver letto attentamente le linee guida mi vien da dire che è tutto giusto e anche tutto sbagliato, poiché può indurre l’utente a pensare che quel tipo di Policy sia corretta a prescindere quando ciò è ovviamente falso.

Una Privacy Policy corretta è frutto di una minuziosa e precisa analisi della quantità di dati trattati attraverso il vostro sito, delle modalità del trattamento, dei Cookie realmente utilizzati (quindi varia anche in funzione dei plugin installati) e non può limitarsi ad un laconico copia-incolla di informazioni base.
Se utilizzerete quel tipo di Privacy Policy, nel 99% dei casi non sarete in grado di rispettare le normative imposte dal GDPR. Serve ben altro, ne abbiamo già parlato qui.

Esportazione e migrazione dei dati

Un’altro strumento utile e sicuramente interessante sono le nuovissime opzioni “Esporta dati personali” e “Cancella dati personali” che troverete nella sezione “Strumenti” di WordPress.

Entrambi gli strumenti funzionano con un meccanismo molto simile, personalmente ho testato la funzione “Esporta dati personali” e funziona in questo modo:

  1. Ricevi una richiesta di esportazione dati (in futuro ci sarà anche un modo per automatizzare il processo probabilmente).
  2. Inserisci l’indirizzo email del richiedente, nella casella apposita dello strumento “Esporta dati personali” e invii la richiesta.
  3. Il destinatario riceve una mail (ancora non si sa se il template sarà personalizzabile) con un link di conferma
  4. Il destinatario clicca sul link di conferma.
  5. Vedrai la conferma anche tu nella tabella dedicata, e a quel punto potrai cliccare su “invia mail”.
  6. Il destinatario riceve infine una nuova email, con un link attraverso il quale potrà scaricare un file zip.
  7. Il file zip contiene un file .html contenente tutti i dati relativi all’utente.
  8. Dopo 48 ore il file viene automaticamente eliminato dal server per ragioni di sicurezza.

Forse 8 passaggi sono anche troppi, ma automatizzando il processo non ce ne dovremmo più preoccupare probabilmente.

Per ora fermiamoci qui, le novità principali le abbiamo elencate, ora dovremmo concentrarci sulla sperimentazione di queste funzioni cercando un modo per rendere i vari processi più automatizzati e possibilmente riuscire anche a customizzarli secondo le esigenze di brand. Plugin in arrivo? Probabilmente sì e non servirà aspettare molto per vederne uno.

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Cookiebot scansiona anche le immagini WordPress: Soluzione

Se anche il tuo sito usa WordPress e stai cercando di adeguarlo al GDPR con Cookiebot, ti sarai accorto che pur avendo poche pagine sul sito (meno di 100), Cookiebot ne ha scansionate molte di più informandoti che dovrai pagare per utilizzare il servizio su tutte le pagine del sito rilevate.

Il problema nasce dal fatto che WordPress genera un permalink (URL) non solo per gli articoli e le pagine, ma ne genera anche uno per ciascun allegato (immagine, video, media vari ecc..)

La struttura (GUID) del permalink in questione è simile a questa: “https://miosito.it/category/titolo-della-pagina/attachment/nome-dell-immagine”.

Accade anche per tutti gli altri file caricati, ad esempio se carichi un pdf con nome “documento 1.pdf”, WordPress assegna un URL anche ad esso, esempio: “https://miosito.it/documento-1/” che tenterà di far visualizzare tramite il template (il quale di solito tende ad usare il file page.php).

Puoi rendertene conto da solo, andando sul tuo pannello di amministrazione: Media->Libreria, apri un qualsiasi elemento e clicca sul link in fondo “Vedi pagina allegato“, (io ho messo un link di esempio per il mio sito…giusto per farti capire l’URL generato da WP).

Ora non voglio mettermi a discutere sul motivo per cui Cookiebot abbia deciso di scansionare questo tipo di URL…non ha alcun senso per il 99% dei siti web. Probabilmente non sono in grado di distinguere tra le varie pagine e di sicuro la possibilità di un ritorno economico per loro aumenta (ci mancherebbe, il servizio è ottimo) ma d’altro canto taglia fuori una enorme fetta di siti che hanno anche solo 20 pagine ma con un numero di allegati/media caricati molto alto e questo è il caso di moltissimi siti che fanno anche solo da vetrina.

Se vuoi maggiori informazioni su come Cookiebot scansioni un sito WordPress, puoi leggere questo articolo: https://support.cookiebot.com/hc/en-us/articles/360003797213

Per i blogger che hanno più di 100 articoli, non c’è via di scampo, ma per tutti gli altri qualcosa si può ancora fare! Ho scritto e pubblicato un Plugin leggerissimo, appena 20 righe di codice (2kb) che consente di eliminare completamente questo tipo di link “attachment” creati da WP.

Tale plugin lo potete installare direttamente dal vostro sito cercando “Disable Media Permalink by Hardweb.it“.

Come funziona? E’ semplicissimo

  • Installa e attiva il Plugin
  • Rigenera i permalink

Nient’altro! Durante la rigenerazione dei permalink WordPress rimuoverà tutti gli URL di tipo “/attachment/” svuotandoli, di conseguenza Cookiebot non rileverà più la presenza di queste pagine nelle successive scansioni del sito!

Ad esempio se prima avevi una pagina di questo tipo “https://miosito.it/documento-1/” ora WordPress userà solo il link diretto: “https://miosito.it/wp-content/uploads/2018/05/documento 1.pdf”. Cookiebot riesce a fare distinzione tra i link di tipo pagina e i link di tipo file, quindi in questo modo dovremmo riuscire ad aggirare l’ostacolo.

Ovviamente fintanto che il plugin rimarrà attivo, WordPress verrà inibito anche nel creare nuovi URL di questo tipo quando si va a caricare un nuovo file, viceversa non avrebbe senso.

E la sitemap?

Google continuerà a scansionare e a indicizzare le vostre immagini e i vostri allegati senza problemi, poiché si basa sul file fisico che WordPress carica in “/wp-content/uploads/”, ossia i file in formato .jpg, .png, .mov, .mp4, .pdf e così via.

Tuttavia il mio consiglio è quello di rigenerare la sitemap, avendo cura di togliere dalle opzioni (plugin come Yoast/All in One SEO e simili) l’indicizzazione del post-type “Media”.
In tal modo la sitemap non conterrà url vuoti, ma soprattutto non conterrà URL attachment che non offrono in genere alcun contenuto significativo per i motori di ricerca.

In questo modo Google è contento, non riceverai errori di scansione e forse migliori anche l’indicizzazione del sito in quanto – come appena detto – gli URL attachment se non vengono indirizzati dal template su un file specifico (come image.php), che offra così un contenuto significativo, o se non vengono reindirizzati al post genitore, non servono a nulla nel 99% dei casi.

Posso tornare allo stato precedente? Ovvio che si!

  • Disattiva o elimina il plugin
  • Rigenera i permalink

WordPress ricreerà gli stessi URL che avevi prima e lo farà anche per i nuovi upload.

Se hai domande scrivi un commento qui sotto e se ti ho aiutato a risolvere questo problema metti mi piace e condividi!

 

 

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GDPR WordPress e siti web cosa fare

Non avevamo ancora parlato di GDPR qui.

Le ultime settimane sono state dedicate allo studio della normativa e all’applicazione degli adeguamenti necessari ai portali WordPress gestiti attraverso il nostro sistema di manutenzione.

Se siete arrivati fin qui è probabile che abbiate già capito tutto e vogliate sapere cosa bisogna fare nel lato pratico, ma può anche essere che non abbiate ben chiaro di che cosa si tratta, pertanto abbiamo suddiviso questo articolo in due sezioni, la prima contiene un “breve” ma necessario ripasso generale, mentre la seconda contiene le istruzioni “tecniche” sul da farsi.

Prima Parte: Cos’è il GDPR e chi deve adeguarsi se ha un sito web.

Puoi anche scaricare il PDF di riepilogo di questa prima parte, per leggerla in un secondo momento: clicca qui per scaricare il PDF.

Si chiama GDPR 679/2016 ed è una nuova legge sulla protezione dei dati personali che entrerà in vigore il prossimo 25 maggio 2018, in tutti gli stati membri dell’Unione Europea (UE).

Saranno soggetti all’applicazione delle normative tutti i Titolari che utilizzano per il proprio sito uno di questi strumenti:

  • Google: Analytics, Maps, Font, Adsense, Adwords, ReCaptcha e qualsiasi altro strumento di Google.
  • Form Contatti
  • Qualsiasi altro strumento che utilizzi i Cookie (sono davvero tantissimi)
  • E-commerce e registrazione utenti

La lista è ridotta all’osso, ma serve a farti capire che se hai anche solo una di queste cose sul sito, sei soggetto al GDPR; scommetto che se vai a controllare quali e quanti cookie usa il tuo sito, ne avrai almeno uno e quindi ti devi adeguare.

Cosa cambia rispetto a prima quando era in vigore la semplice Cookie Law?

Cambia il modo e la sostanza in cui il Titolare di un sito web diventa responsabile dei dati (Form e Cookie) registrati o generati sui computer dei propri visitatori.

Dal 25 maggio 2018 non sarà più sufficiente informare l’utente che il vostro sito usa i Cookie. Come riporta la nuova normativa infatti il consenso all’utilizzo dei Cookie da parte del visitatore dovrà essere: informato, preventivo, esplicito e registrato. Nota bene, è scritto proprio preventivo registrato, ora spiego cosa significa.

In altre parole per essere a norma un sito web dovrà fornire una “Informativa sulla Privacy” adeguata e legalmente valida, in grado cioè di fornire informazioni semplici e corrette sulla base dei Cookie realmente utilizzati. Inoltre il consenso del visitatore che clicca “OK, Accetto i Cookie”, dovrà essere registrato su un database, in quanto la normativa impone che il Titolare dovrà essere in grado di fornire la prova del consenso e la successiva modifica o negazione da parte dell’utente (in maniera autonoma possibilmente).

I siti web destinati alla vendita di servizi e prodotti (e-commerce), dovranno inoltre fornire uno strumento in grado di consentire la modifica, la cancellazione e la migrazione dei dati-cliente verso altre piattaforme.

Cosa succede se non mi adeguo?

Entro la data del 25 Maggio 2018, ogni Stato membro, dovrà istituire una particolare società che avrà il compito di verificare tutti i siti web e la loro conformità alla nuova legge. In Italia sarà molto probabilmente il Garante per la Privacy ad occuparsi di queste verifiche. In caso di violazioni, questa società indicherà le misure correttive a cui gli interessati dovranno adeguarsi.

Quindi virtualmente non succede nulla finché non rilevano che il tuo sito non è a norma (il metodo ancora non è chiaro ma è probabile che sarà semi-automatico).

Qui le strade possibili sono tre:

  1. Verrai avvisato sulle modifiche da fare al sito, e dovrai adeguarti comunque.
  2. Verrai sanzionato in maniera diretta.
  3. Penserai che in Italia non funziona nulla, figuriamoci se toccherà a te (spera anche di non avere mai clienti o concorrenti agguerriti che vogliono rovinarti segnalando il tuo sito).

La sanzione stabilita, in mancanza di adeguamento, può arrivare fino ad un massimo di 20 milioni di euro o al 4% del fatturato globale annuo (riferito all’esercizio precedente), se superiore. Per conoscere le diverse sanzioni applicabili in base al tipo di violazione commessa, è possibile fare riferimento alla sezione “domande frequenti” (FAQ) presenti sul sito del GDPR: https://www.eugdpr.org/gdpr-faqs.html

Tutto qui? Non proprio…

Il GDPR indica anche delle misure da adottare qualora il tuo sito dovesse subire delle violazioni, come un attacco hacker, un defacement e qualsiasi altra cosa possa provocare la fuoriuscita di dati sensibili. E’ sicuramente il caso, questo, di tutti i siti web e-commerce o che registrano dati dei propri utenti sul vostro sito/server.

Ai sensi della conformità del GDPR, se il vostro sito web sta subendo una violazione dei dati di qualsiasi tipo, come attacchi esterni, malware e così via, tale violazione deve essere comunicata agli utenti. Una violazione dei dati (secondo la normativa) può comportare un rischio per i diritti e le libertà delle persone per tal motivo ai sensi del GDPR, una notifica deve essere inviata a tutti gli utenti entro 72 ore dall’avvenuta conoscenza di una violazione. I processori di dati ( Titolare del sito, definito dalla normativa come DPO ) sono inoltre tenuti a informare gli utenti e i responsabili del trattamento dei dati, immediatamente dopo aver preso conoscenza della violazione. Questa clausola del GDPR crea di conseguenza la necessità (legale) di monitorare la sicurezza e l’aggiornamento costante del vostro sito, in quanto definito come un vero e proprio software aziendale.

Seconda Parte: Istruzioni tecniche per l’adeguamento pratico.

DEVI analizzare quali Cookie sta utilizzando il tuo sito. Se hai un portale fatto con WordPress anche il solo uso di un template preso da internet utilizzerà ad esempio i Fonts di Google.
Il template carica il Font scelto dalle impostazioni, Google ti da il font e genera un Cookie sul browser del visitatore, per scopi di statistica e tracciamento, quindi TU sei responsabile di quei Cookie.

Da qui si evince che o escludi certi servizi che il tuo sito sfrutta per “lavorare” oppure fai una lista di tutti questi servizi e li includi nella tua Cookie Policy.

Per gestire il consenso e la registrazione dei Cookie, così come la successiva modifica e negazione, sono nati diversi strumenti tra cui Cookiebot, un servizio a dir poco eccezionale che ti consentirà di adeguare il sito alla normativa.

Riepilogando:

Hai un sito normale (non vendi, non registri utenti, hai solo qualche cookie e al massimo uno o più contact form)

  • Rivedi la tua Privacy e Cookie Policy, includendo in modo chiaro tutti i servizi utilizzati, i tipi di dati raccolti, i motivi e la durata del trattamento dei dati.
  • Includi Cookiebot per rispettare la normativa relativa al consenso: informato, preventivo, esplicito e registrato.

Hai un sito e-commerce (o che registra anche dati utenti, esempio se salvi i contact form con Flamingo)

  • Esegui gli stessi passaggi per il sito normale
  • Offri un metodo sul sito per consentire all’utente di cancellare il proprio profilo/dati, e per consentire di esportare tali dati in un formato universale (xml, pdf, excel et similia).

La soluzione migliore è affidarsi ad una consulenza specializzata: Contattaci per un preventivo o per chiedere l’analisi gratuita del tuo sito.

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Guida allo strumento “Debugger di Condivisione Facebook”

Stai condividendo un link sulla tua pagina o profilo Facebook, ma l’immagine non cambia!? Tranquilli dovete solo imparare ad usare questo strumento messo a disposizione da Facebook.

Prima di iniziare, ti faccio una domanda: il link che desideri condividere è tuo, o meglio, il sito lo gestisci tu?
Se la risposta è sì, allora devi sapere che l’immagine presa da Facebook non è casuale, ma è il tuo sito a dirgli quale prendere.
Se stai usando WordPress e vuoi imparare come gestire questo aspetto, ti consiglio di leggere prima questo articolo e poi ritornare a leggere il resto della guida: Immagine condivisa su Facebook via WordPress sbagliata, come risolvere.

Guida all’uso dello strumento “Debugger di Condivisione Facebook”:

Apri (e salva tra i preferiti) questo link: https://developers.facebook.com/tools/debug/sharing/

Lo strumento è semplicissimo da usare, si fa prima a farlo che a spiegarlo.

Copia e incolla il link che desideri condividere all’interno del campo principale, come nell’esempio qui sotto, quindi clicca su “Debug“.

Otterrai successivamente tutte le informazioni sulla pagina, e la relativa immagine allegata. Come puoi vedere nell’esempio successivo a me compariva un’immagine grigia, sbagliata.

A questo punto hai due possibilità:

  1. Cliccare il pulsante Esegui lo scraping di nuovo per ottenere una nuova lettura del link e dei relativi tag all’interno
  2. Cliccare in alto su Strumento di invalidamento batch (CONSIGLIATO)

Nel primo caso Facebook eseguirà una nuova lettura e aggiornerà semplicemente i dati del tuo link, ma se non funzionasse, dovrai usare direttamente l’opzione 2, ossia lo Strumento di invalidamento batch.

Incolla quindi di nuovo il link nel campo dedicato e clicca Debug, otterrai un risultato come nell’immagine di esempio:

A questo punto Facebook ha eliminato tutti i vecchi riferimenti a questo link, torna su Debugger di condivisione, incolla il link da condividere e clicca su Debug.

Come puoi vedere nell’immagine successiva, Facebook recupera i nuovi riferimenti e ora potrai condividere sulla tua pagina il link con l’immagine corretta!

Questo strumento è utile non solo a risolvere problemi come questo ma ti permette anche di capire se ci sono errori, se il sito quindi è configurato correttamente per consentire agli utenti la condivisione delle tue pagine e anche per sapere quanti Mi piace ha quel link sul social senza dover cercare i post che contengono quel link.

 

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Immagine condivisa su Facebook via WordPress sbagliata, come risolvere

Ti sarà sicuramente capitato di dover condividere su Facebook il link di un articolo o di una pagina del tuo sito, ma per qualche motivo Facebook prende un’immagine diversa da quella che hai inserito.

Devi sapere che Facebook recupera l’immagine allegata grazie a dei tag nascosti all’interno della pagina da condividere, nello specifico si tratta del tag og:image e su WordPress ad esempio siamo in grado di impostare quale immagine deve stare dentro a quel tag grazie a plugin come All in One SEO.

La prima cosa da fare è quindi installare il plugin All in One SEO Pack sul tuo sito WordPress, una volta installato e attivato dovrai aggiungere l’estensione “Meta dei Social”.
Per aggiungere le estensioni sono sufficienti 2 click del mouse, davvero.

1) Clicca su “Gestione delle funzionalità“.

2) Clicca il pulsante azzurro “Activate” nel riquadro “Meta dei Social

3) Configuriamo cosa deve contenere il tag og:image nel codice delle nostre pagine.
Clicca la voce del menù “Meta dei Social

4) Nel riquadro “Impostazioni Immagine” seleziona la voce relativa al tipo di immagine che vuoi condividere.

Come puoi vedere, ci sono diverse voci, te le descrivo così puoi capire quale selezionare:

  • Featured Image: E’ l’immagine in evidenza, quella che WordPress di default permette di caricare negli articoli.
  • First Attached Image: Trova la prima immagine inserita nell’articolo, dando priorità alla “Featured Image”, se non la trova usa una di quelle nel contenuto dell’articolo.
  • First Image in Content: Esclude l’immagine in evidenza, cerca solo ed esclusivamente la prima immagine nel contenuto della pagina.
  • Image From Custom Field: Bisogna specificare il nome della meta_key che conterrà l’immagine.
  • Post Author Image: Praticamente usa l’avatar del profilo dell’Autore dell’articolo.
  • First Available Image: La prima immagine che viene caricata nel codice sorgente di WordPress, che può essere il logo, ma anche qualsiasi altra, in base alla priorità che WordPress decide relativamente al caricamento delle immagini sul sito (script e plugin possono interferire con questa funzione).

Una volta scelta la tipologia di immagine da presentare ai social, dovrai semplicemente salvare le impostazioni e provare a condividere nuovamente il link.

E’ possibile, se stai RI-condividendo un link già condiviso in precedenza, che Facebook ti mostri sempre l’immagine di prima, per risolvere questo problema devi usare lo strumento “Debugger di Condivisione Facebook“.

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PayPal Reference Transactions disattivata per il mercato Italia

Se state cercando di configurare la funzione “PayPal Reference Transactions” sul plugin PayPal Standard di Woocommerce, sappiate che non è più possibile farlo in Italia.
Il servizio è rimasto attivo momentaneamente solo per i mercati USA e Canada, mentre è prevista la migrazione ad un nuovo sistema di gestione globale, dopo l’estate 2018, che dovrebbe integrare le nuove funzionalità direttamente attraverso le API pre-configurate.
 
La “PayPal Reference Transactions” per chi non sa di cosa si tratta è un servizio che consentiva la gestione dei cosiddetti “abbonamenti”, ossia il pagamento ricorrente di alcuni prodotti acquistati sul sito, mediante plugin come “Subscriptions for Woocommerce”.
Pertanto non allarmatevi se attivando l’opzione “PayPal Standard” di WooCommerce vedrete comparire il messaggio che vi indica che tale funzione non è abilitata sul vostro account.
 
Al momento l’unica alternativa è utilizzare PayPal Express Checkout, o in alternativa, i pulsanti “abbonamento” nativi di PayPal.

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Rendere non cliccabile un elemento del menu di WordPress

Nell’articolo precedente abbiamo visto come assegnare la classe “current” o “active” all’elemento selezionato in un menu tramite la funzione wp_nav_menu.

L’articolo è utile e si collega a questo in quanto contiene un esempio basilare di come è possibile inserire il codice del menu in una variabile per modificarne il contenuto html.

In questo nuovo articolo invece andiamo a scoprire una funzione di PHP davvero eccezionale, preg_replace, di non facile utilizzo, che ci consentirà di “convertire” qualsiasi elemento  configurato per non avere alcun link, in un elemento non-cliccabile, trasformandolo quindi da <a> a <p> o <span>.

Supponiamo quindi di avere un menu di questo tipo:

  • Servizi
  • – Manutenzione
  • – Assistenza

il codice sarà più o meno questo:

Come vedete tutti gli elementi sono dentro ad un tag <a>, ma noi vogliamo fare in modo che la voce principale “Servizi”, diventi un elemento che abbia la sola funzione di Titolo o di semplice testo, e che non abbia gli effetti css applicati agli altri link <a>.

Per ottenere questo risultato è necessario anzitutto modificare l’elemento “Servizi” all’interno del menu, andando a togliere qualsiasi link.


Lasciando il campo vuoto infatti, WordPress genererà quell’elemento senza nessun “href” all’interno, proprio come nell’esempio HTML sopra-riportato.
Potremmo così intercettare tutti gli elementi senza un link e convertirli in altri elementi, ad esempio:

<a>Servizi</a>

può diventare:

<p>Servizi</p>

Per farlo dobbiamo anzitutto inserire il nostro menu dentro a una variabile ed in seguito utilizzare la funzione preg_replace per fare la sostituzione.

Se prima ad esempio utilizzavate il classico:

wp_nav_menu(array ('theme_location'=> 'main-menu', + eventuali altri parametri originali);

Ora dovete fare in modo che tutto il codice del menu venga inserito in una variabile.

La prima riga inserisce il menu in una variabile, grazie al parametro ‘echo’ impostato su false.
La seconda riga fa una sostituzione di tutti i link <a> trasformandoli in <p>. Ovviamente ciò accade solo quando trova degli elementi <a> senza href, mentre tutte le altre voci rimangono invariate e cliccabili.

Se voleste un tag <span> al posto di <p>, vi basterà modificare l’argomento sostitutivo nel preg_replace, ad esempio:

Spero sia di aiuto a molti di quelli che sviluppano da sé i propri temi WordPress ma si scontrano spesso con la logica del CMS.

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